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  • SOSTENIBILITÀ

Eni in Iraq: i T-walls che uniscono

A Zubair, dal 16 al 20 aprile la diversità culturale è stata celebrata attraverso opere significative e simboliche dei bambini di 9 scuole.

 

C'è un famoso detto italiano che dice "tutto il mondo è paese", tradotto globalmente in "è un piccolo mondo dopo tutto". Quelli di noi che fanno parte del variegato mondo di Eni, sanno che questo detto, in realtà, esiste ovunque, o almeno in ogni angolo del mondo in cui Eni opera. È una testimonianza del fatto che la diversità culturale e la coesistenza non sono solo possibili e raccomandabili, ma sono state, attraverso i tempi e le diverse culture, vitali per lo sviluppo e per la stessa sopravvivenza delle civiltà.

Sotto la guida e la supervisione di un artista locale dei Basrawi, questi bambini hanno sparato una speranza colorata sulle sinistre mura a T che proteggono i dintorni del Zubair Life Support Camp (LSC). I dipendenti di Eni Iraq, che provengono da diverse parti del mondo, gruppo di oltre 30 nazionalità, hanno impiegato 5 minuti dalla loro intensa giornata di lavoro e si sono fermati per celebrare l'occasione e unire la loro impronta a quelle dei bambini sui muri a T. In solo un paio d'ore, la strada principale della LSC che una volta era grigia e senza vita, esplose con colori e messaggi di speranza, unità e pace.

 

Era certamente "un piccolo mondo dopo tutto" nel ristretto mondo della LSC, ma anche la consapevolezza che, coltivando la diversità culturale e promuovendo il dialogo, c'è spazio per tutti per prosperare all'interno di una coesione sociale pacifica e inclusiva.



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