Il Premio 2009 è stato consegnato al Quirinale a Riccardo Po’, dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lunedì 8 giugno
Il Centro di Ricerca Eni Donegani è stato premiato nel settore Industria e Servizi, Grandi Gruppi, per il brevetto di nuovi polimeri grazie al quale è possibile realizzare celle fotovoltaiche innovative in grado di convertire in energia elettrica anche la radiazione solare a più elevata lunghezza d’onda.
Il Premio Nazionale per l’Innovazione è una delle iniziative promosse dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che nel 2008 ha previsto la Giornata Nazionale dell’Innovazione.
Il Premio è istituito su concessione del Presidente della Repubblica Italiana, presso la Fondazione Nazionale per l'Innovazione Tecnologica COTEC.
Il Premio
Il brevettoL'obiettivo è valorizzare e sostenere le migliori capacità innovative e creative di aziende, università, amministrazioni, enti o singoli ideatori, anche al fine di favorire la crescita della cultura dell'innovazione nel Paese.
Il Premio consiste in un riconoscimento delle migliori esperienze d'innovazione, individuate tra quelle premiate nelle competizioni a carattere nazionale organizzate nei settori dell'industria e servizi, dell'università, della pubblica amministrazione e del terziario.
Gli aspetti organizzativi del Premio sono curati da un Comitato di Indirizzo presieduto da un rappresentante del Ministro per la PA e l'innovazione, cui partecipano rappresentanti del Ministro dello sviluppo economico, del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dei soggetti organizzatori dei premi nazionali di categoria e della Fondazione per l'Innovazione Tecnologica COTEC.
L'invenzione si riferisce alla sintesi di una nuova classe di materiali polimerici per la realizzazione di celle solari di nuova generazione. Questi materiali assorbono una porzione più grande dello spettro solare rispetto ai prodotti utilizzati da altri laboratori di ricerca, perché sono sensibili anche alle lunghezze d'onda dell'ultravioletto e una parte di infrarosso. Di conseguenza questi materiali sono teoricamente capaci di generare a parità di altre condizioni una maggiore corrente elettrica nel dispositivo.
Le celle solari di nuova generazione, di cui le celle solari polimeriche rappresentano uno degli esempi più promettenti e affascinanti, potrebbero portare una rivoluzione nel settore del fotovoltaico.
Attualmente, la netta maggioranza (circa l'85%) del mercato del fotovoltaico è dominato dalle celle a base di silicio. La tecnologia basata sul silicio è a tutt'oggi costosa: il silicio deve essere prodotto in forma molto pura facendo ricorso a trattamenti fisici e chimici onerosi, il processo di fabbricazione presenta vari passaggi critici ed è molto articolato e complesso. Per contro, le celle basate su polimeri possono essere realizzate in linea di principio mediante processi estremamente semplici, che a tratti ricalcano quelli condotti in una comune tipografia: in questo modo i costi del manufatto finale possono essere drasticamente abbattuti. Il cuore di queste celle è costituito da polimeri (materiali con molte caratteristiche in comune con le note plastiche) e da altre sostanze organiche.
La possibilità di produrre in modo estremamente versatile strutture chimiche complesse che interagiscono in modo ottimale con la luce solare, offre enormi margini di innovazione e ampi spazi di ricerca: il premio Nobel assegnato nel 2000 ai professori Alan Haeger, Alan McDiarmid e Hideki Shirakawa si inquadrava proprio in questo filone.
Da questo punto di vista, un aspetto chiave nello sviluppo di questa tecnologia risiede nel controllo a livello molecolare e nanometrico delle strutture prodotte.
Allo stato attuale le celle polimeriche devono essere ancora migliorate sotto il profilo dell'efficienza e della stabilità in condizioni di impiego . Una volta risolti questi problemi, la prospettiva è di avere moduli fotovoltaici economici, leggeri, facilmente riciclabili e addirittura flessibili, che ben si adattano, ad esempio, anche a superfici architettoniche complesse.
In definitiva, le celle polimeriche sono una tecnologia che in futuro svolgerà un ruolo importante. Per questo ENI SpA, attraverso il Centro Ricerche per le Energie non Convenzionali Istituto ENI-Donegani di Novara, ha avviato nel 2007 un ambizioso programma di ricerca che si propone di sviluppare materiali innovativi e arrivare a prototipi di dispositivi, avvalendosi anche della collaborazione di enti di ricerca italiani e esteri.
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Questa pagina è stata aggiornata il 17/12/09