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SOSTENIBILITA'

 

Il Report di Ruggie

Un contributo fondamentale al dibattito internazionale in questo ambito proviene dal lavoro svolto dallo United Nations Special Representative of the Secretary General on Human Rights and Transnational Corporations and Other Business Enterprises. Nominato nel 2005 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite su richiesta dello Human Rights Council, a John Ruggie è stato affidato il compito di definire le responsabilità delle imprese in materia di rispetto dei diritti umani. Nel giugno 2008, a compimento del suo primo mandato, lo Special Representative ha sottoposto allo Human Rights Council il rapporto Protect, Respect and Remedy : a Framework for Business and Human Rights che introduce il paradigma Protect, respect and remedy.
L'autorevole report dello Special Representative individua tre pilastri fondamentali:

  • gli Stati sono chiamati a proteggere gli individui dalle violazioni dei diritti umani perpetrate da terze parti (protect);
  • le imprese hanno la responsabilità di rispettare i diritti umani (respect);
  • occorre assicurare alle vittime l'accesso a meccanismi di garanzia effettivi (remedy).

Questa definizione delle responsabilità delle imprese apparentemente restrittiva, contiene invece una serie di implicazioni rilevanti in termini di cambiamento della cultura aziendale e di approccio al business. Il paradigma, infatti, stabilisce esplicitamente come non sia più sufficiente che le imprese si limitino ad astenersi dal violare le leggi nazionali o dal commettere direttamente azioni che vadano contro gli interessi delle persone e dell'ambiente. Per un'impresa assicurare il rispetto dei diritti umani significa operare con due diligence, un requisito che si sostanzia nella realizzazione di diversi strumenti organizzativi interconnessi in maniera coerente e sinergica. In particolare, i quattro elementi principali della due diligence sono:

  • l'adozione di una policy sui diritti umani;
  • la realizzazione di valutazioni di impatto sui diritti umani nell'ambito di specifiche attività di business;
  • l'integrazione dei principi e dei risultati delle valutazioni all'interno della cultura aziendale e dei sistemi gestionali;
  • il monitoraggio e la rendicontazione della performance.

Oltre a preoccuparsi di prevenire il rischio di commettere direttamente violazioni dei diritti umani, le aziende sono chiamate ad operare attivamente al fine di minimizzare il pericolo di essere complici nelle violazioni commesse da soggetti che rientrano nella loro sfera di influenza.

L'impegno di Eni per sviluppare un sistema di due diligence coerente con le indicazioni di John Ruggie si traduce in un percorso in continua evoluzione che dia applicazione agli elementi distintivi identificati dallo Special Representative, a cominciare dalle seguenti iniziative:

  • ha approvato le Linee Guida sui diritti umani sin dal 2007;
  • nel 2008 ha avviato il progetto di Human Rights Compliance Assessment (HRCA) con il Danish Institute for Human Rights, uno strumento che si affianca a quelli già in uso per la valutazione degli impatti ambientali, sociali e sulla salute;
  • a partire dai primi HRCA utilizza i risultati degli Assessment per contribuire al continuo miglioramento delle performance di Eni e per prevenire i rischi di violazione, attraverso l'aggiornamento e la revisione dei sistemi gestionali delle aree di business interessate. Il compito di conformare ai principi contenuti nelle Linee Guida tutti gli ambiti di operatività, dalle strategie di lungo periodo alle prassi quotidiane, si traduce così in un processo in costante evoluzione che richiede il coinvolgimento di tutti.
  • Il monitoraggio e la rendicontazione sono assicurati dal sistema di Sostenibilità, di cui il Bilancio di Sostenibilità è il risultato sintetico, e dall'istituzione di momenti di verifica e di confronto periodici, che consentono anche di facilitare il dialogo tra le consociate.

Lo stesso Special Representative ha pubblicamente riconosciuto l'impegno di eni includendola tra le aziende che stanno dando applicazione al framework "Protect, Respect and Remedy".

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Questa pagina è stata aggiornata il 02/08/11