Eni partecipa al Coastal Oil Spill Improvement Program (COSPIP) per lo sviluppo di strategie e di attrezzature idonee ad affrontare emergenze di oil spill nel Mare di Barents , alla Global Initiative IMO/IPIECA denominata OSPRI nella la regione del Mar Caspio e collabora con la Global Initiative IMO/IPIECA WACWF (West And Central Africa), che coinvolge i Governi dell'area per sviluppare piani di emergenza e accordi di mutuo soccorso in caso di oil spill.
Nel 2011 il settore Exploration & Production registra un calo sia dei volumi sversati per oil spill operativi (2.930 barili, pari a -23% rispetto al 2010) sia un numero di eventi (pari a 92) inferiore del 30% rispetto al 2010, frutto di azioni di prevenzione costanti nel tempo.
Oltre alla sostituzione di pipeline giunte alla fine della loro vita operativa, Eni ha migliorato l'attività di risposta alle emergenze ed è in fase di completamento la realizzazione di Oil Spill Contingency Plan che saranno parte integrante della documentazione di emergenza in ogni consociata. Inoltre sono in fase di realizzazione gap analysis alla norma internazionale ISO 15554 attraverso la creazione di documenti dedicati all'Emergency Response Strategy (ERS), e documenti relativi all'Emergency Response Plan (ERP).
L'attività di prevenzione condotta in Eni include: attività specifiche di training del management, esercitazioni per la valutazione della capacità di risposta alle emergenze e realizzazione di Emergency Response Drills. E' inoltre un corso un progetto volto a limitare gli effetti di potenziali sversamenti in una zona sensibile quale il Mare di Barents e delle isole Lofoten: le attività riguardano lo sviluppo/miglioramento di tecniche per la protezione e la pulizia delle coste, il rilevamento ed il monitoraggio di olio sversato, l'adattamento delle attrezzature a condizioni ambientali estreme e lo studio del comportamento dell'olio sversato in vicinanza delle coste. Il progetto terminerà nel 2013.
Nel settore Ingegneria & Costruzioni si è purtroppo verificato nel 2011 un evento che ha causato lo sversamento di 3.774 barili di greggio ad alta pressione per un danno causato da un mezzo operativo in Algeria: la società ha subito messo in campo le opportune azioni per evitare il verificarsi di un evento simile in futuro.
Per gli oil spill da incidente il 46% del volume sversato è conseguenza di eventi avvenuti in Algeria, il 22% in Nigeria, il 14% in Egitto e il 5% in Tunisia e in Italia.
Nel corso del 2011 diminuisce il volume sversato a seguito di atti di sabotaggio (-67%): da anni il 99% degli eventi di questa tipologia si concentra in Nigeria (il restante 1% si registra in Egitto) dove si segnala l'aumento di fenomeni di bunkering consistenti nel furto di petrolio grezzo per attività di raffinazione illegale. Per contribuire alla bonifica delle aree interessate dagli oil spill in Nigeria nei prossimi anni proseguiranno le attività di caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati da oil spill e saranno individuate metodiche alternative a quella attualmente impiegata per la bonifica attraverso la realizzazione di test in campo. Per ridurre gli eventi determinati da attività di sabotaggio è in corso un progetto per il controllo remoto delle pipeline con tecnologie innovative come la sensoristica distribuita basata su fibre ottiche e idrofoni
ll volume complessivo sversato a seguito di oil spill (per sabotaggio e operativi) diminuisce di circa il 41%.
| unità di misura | 2009 | 2010 | 2011 | |
|---|---|---|---|---|
| Numero totale di oil spill (*) | (numero) | 308 | 330 | 418 |
| Volume totale di oil spill (*) (**) | (barili) | 21.547 | 22.964 | 13.422 |
| - da atti di sabotaggio e terrorismo | 15.288 | 18.695 | 6.127 | |
| - da incidenti | 6.259 | 4.269 | 7.295 | |
| Spese e investimenti Prevenzione spill | (migliaia di euro) | n.d. | 13.655 | 40.530 |
(*) Per il settore E&P sono considerati esclusivamente gli oil spill superiori ad un barile.
(**) Per il 2009 il volume totale di spill non comprende il settore Ingegneria e Costruzioni.
Questa pagina è stata aggiornata il 10/05/12
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