L'estensione delle zone a rischio desertificazione, l'aumento demografico o l'inquinamento delle acque necessarie al sostentamento di intere comunità e territori hanno determinato nelle istituzioni e nelle imprese un diverso approccio alle risorse idriche.
L'acqua è un bene locale e l'impatto su questa risorsa è determinato non solo dalle quantità utilizzate ma anche dalla disponibilità e dalla qualità delle risorse, oltre che dalla dipendenza da essa di comunità e zone ricche di biodiversità.
Nel 2010 Eni ha registrato un calo dei prelievi idrici totali complessivi pari a circa il -2%. In particolare i consumi di acqua dolce sono in linea con i consumi 2008 (il 2009 ha risentito delle riduzioni di produzione dovute alla crisi finanziaria). Si registra un aumento dei quantitativi di acqua dolce riciclata pari a 4,4%, grazie al contributo del settore petrolchimico. Nel settore Exploration & Production sono proseguiti i progetti di water injection in Algeria, Egitto, Congo, Indonesia con l'obiettivo di raggiungere al 2014 il 62% delle acque di formazioni reiniettate (44% al 2010). A seguito di questi progetti le acque inviate ai bacini di evaporazione si riducono del 54%. Inoltre, la concentrazione di olio nelle acque di produzione, scaricate in ambiente superficiale, si riduce del 9% grazie alla maggiore efficienza dei separatori in Nigeria e in Congo, nonché all'implementazione di un programma di revisione di tutti i sistemi di trattamento delle acque di produzione.
Nel 2010 è stato sviluppato un nuovo approccio per la gestione della risorsa idrica che ha portato alla individuazione degli impianti in aree a stress idrico e alla valutazione sito-specifica utilizzando il Global Water Tool che fornisce anche le previsioni dell'impatto del cambiamento climatico sulla disponibilità di acqua al 2025 e 2050. Lo stesso strumento permette di calcolare i consumi e gli indicatori raccomandati dal Global Reporting Initiative, fornendo un quadro del bilancio idrico, dei consumi, dell'efficienza idrica e della tipologia di acqua consumata a livello di sito.
In risposta alle richieste della comunità finanziaria internazionale, in merito ai rischi collegati alla risorsa idrica, Eni ha partecipato all'iniziativa CDP Water Disclosure 2010 e collabora attivamente alla water task force di IPIECA. Queste attività permettono di individuare priorità di intervento, di focalizzare l'attenzione sui processi critici da gestire, e definire la tipologia ed i tempi di intervento/investimento necessari.
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Questa pagina è stata aggiornata il 20/04/11