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INNOVAZIONE E TECNOLOGIA

 

Total Conversion of the Barrel

Ingenti sono i volumi di risorse idrocarburiche non convenzionali Idrocarburi non convenzionali - sabbie bituminose e petrolio pesante e ultra-pesante - recuperabili tecnicamente: tali  riserve sono infatti valutate in 1.300 miliardi di barili, un valore superiore alle riserve certe di petrolio convenzionale.

L'industria della raffinazione sarà sottoposta quindi nei prossimi anni a grandi trasformazioni, non solo per soddisfare la crescente domanda del mercato verso carburanti più puliti ed adeguarsi alle specifiche più restrittive sulla qualità di benzina e gasolio, ma anche per affrontare la diminuzione nella domanda di olio combustibile (soprattutto ad alto tenore di zolfo) disponendo al contempo di tecnologie in grado di trattare anche gli oli non convenzionali.
Le tecnologie disponibili sul mercato non sono idonee a ottenere un soddisfacente grado di conversione dei greggi: la produzione di olio combustibile e di pet coke resta ancora ingente.

Da più di un decennio Eni è impegnata a massimizzare la conversione del greggio sia esso convenzionale o non convenzionale, in prodotti pregiati – benzina, gasolio diesel e jet fuel.

  • Eni Slurry Technology (EST)Eni Slurry Technology (EST)
  • nanomaterialinanomateriali
  • MicroondeMicroonde
EST Products

La tecnologia proprietaria Eni Slurry Technology (EST) è stata sviluppata proprio per dare una risposta valida e competitiva a tali esigenze e per costruire un vantaggio sostenibile nel tempo. Eni punta alla creazione di una catena tecnologica integrata Grandi progetti integrati e innovativi in grado di estrarre greggi pesanti, extra pesanti e bitumi e convertirli, anche a bocca di pozzo/miniera, in prodotti per autotrazione a minimo impatto ambientale Protezione ambientale.

EST è un innovativo processo di idroconversione che impiega un catalizzatore nanodisperso (slurry) e un particolare schema di processo per raffinare diverse tipologie di cariche pesanti quali i residui della distillazione di greggi pesanti ed extrapesanti (es. greggi venezuelani dell'Orinoco Belt) o non convenzionali (es. bitumi da tar sands), caratterizzati da elevati contenuti di zolfo, azoto, metalli, asfalteni e altre specie inquinanti di difficile gestione nei processi di raffinazione tradizionali. Rispetto alle tecnologie di raffinazione disponibili commercialmente, EST non produce sottoprodotti ma converte completamente la carica a distillati.

Il progetto EST avanza verso lo sviluppo industriale sulla base dei risultati ottenuti dalle sperimentazioni svolte sull'impianto dimostrativo da 1200 b/g presso la raffineria eni di Taranto, operativo dal 2005: nel 2009 e 2010 sono proseguiti i test, principalmente indirizzati alla validazione della tecnologia dal punto di vista delle performance di upgrading e della conduzione dell'impianto. Sono state inoltre identificate soluzioni tecnologiche innovative per massimizzare la redditività del processo.
Il primo impianto industriale, della capacità di ca. 23.000 bbl/g, è in costruzione presso la raffineria Eni di Sannazzaro de' Burgondi (PV): lo start-up è previsto entro il 2012.


Struttura di allumino-silicato poroso L'utilizzo di nanomateriali strutturati è uno degli elementi chiave per l’innovazione e per l’intensificazione di processo, perché l’innovazione apportata al materiale consente un effetto moltiplicativo a livello di sistema. Sono in corso progetti per studiare e valorizzare nanomateriali potenzialmente in grado di consentire miglioramenti radicali nei processi di conversione totale del barile.

La tecnologia Dual Catalyst, basata sull’impiego di nanocatalizzatori, in via di sperimentazione su scala pilota e protetta da domanda di brevetto, potrebbe portare a uno sviluppo breakthrough di EST, in grado di aumentare la produttività e migliorare la qualità dei prodotti.

È in corso lo sviluppo del sistema catalitico ottenuto dalla combinazione di due catalizzatori che, oltre a idrogenare e desolforare la carica, ne aumenta il grado di cracking e la rimozione dell’azoto. Nella linea di progetto Flexible FCC sono allo studio nuovi additivi proprietari zeolitici o zeolito-simili, finalizzati a promuovere la conversione della frazione pesante della carica senza aumentare la percentuale di residuo. Questi additivi, associati a un nuovo schema di processo, permetterebbero di modificare il rapporto benzina / diesel a favore di quest’ultimo.  Nell’ultimo periodo sono proseguiti i test applicativi, confermando i risultati, ed è stato avviato lo scale up della sintesi con l’obiettivo di giungere alla definitiva formatura dell’additivo per l’impiego in un reattore industriale.
Anche questa applicazione è coperta da domanda di brevetto e ha vinto il Riconoscimento all'Innovazione eni 2009  nell’ambito dell’eni award.

Recentemente è stata sintetizzata per la prima volta una nuova classe di allumino silicati  cristallini porosi ibridi organico–inorganico, per i quali sono depositate diverse domande di brevetto.

 

Il progetto si pone l'obiettivo di verificare l'applicazione in ambito upstream e downstream della tecnologia a microonde rispettivamente per la movimentazione dei greggi e per il miglioramento dei processi di conversione termica (p.e. visbreaking), riducendo l'impiego di flussante in entrambi gli ambiti. In ambito downstream il flussante potrebbe essere destinabile a miglior valorizzazione in particolare pro distillati, comportando un incremento di resa in prodotti.

Nel 2010, al fine di consolidare i risultati acquisiti su scala di laboratorio, è stato realizzato un impianto micro pilota in continuo dove è stata verificata la possibilità di diminuire in modo significativo e permanente la viscosità di greggi, residui di raffineria e bitumi. Nel 2009 sulla base dei risultati raccolti sono state depositate due domande di brevetto.




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Questa pagina è stata aggiornata il 16/05/11