Il ruolo della tecnologia nel rendere estraibile una maggiore quantità di greggio intrappolato nei pori delle rocce è fondamentale per soddisfare la futura domanda di petrolio. Oggi il tasso di recupero medio mondiale del petrolio contenuto nei giacimenti è pari al 30-35% (versus 20% nel 1980). Questo parametro varia dal 10% medio dei greggi extrapesanti al 50% medio dei campi più avanzati del Mare del Nord. Se oggi le tecniche di recupero assistito (Enhanced Oil Recovery – EOR) forniscono solo 2,5 milioni di barili/giorno al mercato petrolifero, nel 2030 le tecnologie più avanzate di questa piattaforma potrebbero produrre otto volte tanto.
L'incremento del "fattore di recupero" aumenta le riserve disponibili anche in assenza di scoperte di nuovi giacimenti. L'aumento di un solo punto percentuale del tasso di recupero può portare ad aggiungere riserve per 35-55 miliardi di barili, equivalente a uno o due anni di produzione petrolifera mondiale. Ciò ha anche un positivo impatto ambientale in quanto consente di aumentare la produzione di idrocarburi senza comportare impatti addizionali in termini di ulteriore occupazione di superficie, utilizzo di risorse (acqua/energia), produzione di sotto-prodotti inquinanti (gas acidi).
L'applicazione di tecnologie di EOR può aprire opportunità di business anche nei paesi produttori. Nei principali paesi produttori (es. Medio Oriente) i grandi giacimenti, la cui produzione di greggio avviene attraverso tecniche di recupero tradizionali, sono prossimi a una fase di declino produttivo. L'applicazione di tecniche di recupero avanzato (EOR) su questi campi potrebbe allungare la loro vita produttiva e incrementare le riserve mondiali di petrolio di alcune decine di miliardi di barili.
EOR
CO2 per EOR
Iniezione di vapore
Bright Water InjectionPer aumentare il fattore di recupero degli idrocarburi è necessario migliorare la conoscenza dei giacimenti e impiegare tecnologie avanzate di perforazione dei pozzi e di produzione degli idrocarburi.
Campagne di rilevamento con tecniche geofisiche, un'accurata ricostruzione del modello geologico e dei flussi degli idrocarburi consentono di descrivere il sottosuolo in termini di composizione della roccia, della sua permeabilità, delle caratteristiche chimico-fisiche degli idrocarburi intrappolati nelle formazioni geologiche e del potenziale produttivo fin dall'inizio della vita di un giacimento.
Sono importanti l'impiego delle tecnologie più avanzate di perforazione e di sviluppo dei giacimenti, un uso appropriato dei processi di recupero sia di tipo Improved Oil Recovery (iniezione di gas o acqua per mantenere la pressione originaria in giacimento) sia di tipo Enhanced Oil Recovery (iniezione di vapore, di soluzioni polimeriche, di gas naturale o di anidride carbonica) nonché l'adozione di "sistemi intelligenti" (smart fields ) per l'ottimizzazione in tempo reale delle operazioni di estrazione degli idrocarburi.
Eni ha avviato attività di ricerca per l’applicazione di una tecnica di recupero avanzato (EOR) con iniezione di CO2
per aumentare il fattore di recupero dei greggi pesanti estratti da campi operati.
La CO2 potrebbe essere recuperata da impianti industriali in prossimità dei campi.
Un progetto di tal genere rappresenterebbe un complesso integrato di grande valenza strategica per la cattura, il trasporto e l’EOR/stoccaggio della CO2. Nei casi più favorevoli, stime preliminari indicano la possibilità di raddoppiare la quantità di greggio estraibile.
I greggi pesanti sono tra le risorse più difficili da estrarre e valorizzare. La loro estrazione richiede di fornire molta energia al giacimento (per esempio sotto forma di iniezione di vapore).
Tali giacimenti, se localizzati in acque profonde, rendono poco fattibile l'applicazione di qualunque tecnica convenzionale consolidata.
Eni sta studiando una particolare tecnica di iniezione di vapore per valorizzare un giacimento di greggi pesanti nell'offshore del Congo. La tecnologia specifica non risulta sia mai stata impiegata finora nelle profondità marine. Le valutazioni di fattibilità in corso su questa nuova applicazione del processo di recupero termico hanno già dato risultati incoraggianti.
Questa tecnologia si basa su un additivo che, iniettato nel sottosuolo, ostruisce selettivamente le porosità della roccia a maggiore presenza di acqua, con potenziale incremento della produzione di greggio. È stata avviata una prova in campo e i primi risultati sono attesi nel prossimo biennio.
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Questa pagina è stata aggiornata il 17/12/10