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INNOVAZIONE E TECNOLOGIE

 

HIGHLIGHTS

  • Per realizzare innovazioni tecnologiche radicali sono fondamentali l'interazione tra ricerca interna e esterna e la cross-fertilization tra discipline scientifiche differenti.
  • L'alleanza più importante finora realizzata è quella con il MIT - Massachussetts Institute of Technology di Cambridge (USA), incentrata sul solare di nuova generazione e su tecnologie a supporto del core business.
  • A inizio 2011 è stata sottoscritta un'alleanza con Stanford University rivolta al supporto delle attività di esplorazione e produzione degli idrocarburi e allo sviluppo di metodologie innovative per la salvaguardia ambientale.
  • Sono stati inoltre sottoscritti Accordi Quadro per attività di R&S con i Politecnici di Milano e Torino.
Logo dell'Alleanza Strategica Eni-MIT

Alleanze e Collaborazioni di Ricerca

Eni ritiene che l'interazione tra ricerca interna e esterna sia la chiave per raggiungere reali discontinuità tecnologiche. La linea strategica eni si basa da un lato sullo sviluppo di forti competenze interne di ricerca e sviluppo, dall'altro sulla costruzione di un network di alleanze e collaborazioni a livello globale con i principali centri di eccellenza internazionali per realizzare dei laboratori "virtuali", in particolare sulle nuove tematiche delle energie rinnovabili.
La policy di collaborazione e alleanza con questi centri verte su alcuni principi essenziali.

La contaminazione tra discipline scientifiche differenti è un altro elemento essenziale per realizzare innovazioni tecnologiche radicali.
La fertilizzazione incrociata (cross fertilisation ) tra fisica della materia, ottica, chimica organica e inorganica, ingegneria elettronica è risultata fondamentale per sviluppare le prime celle solari che impiegano materiali organici sintetizzati in eni al posto del tradizionale silicio.
Per queste ragioni, nella sua politica di alleanze e collaborazioni, eni privilegia quei centri di eccellenza che siano in grado di assemblare queste discipline e metterle al servizio di un unico obiettivo.

  • I PrincipiI Principi
  • MITMIT
  • StanfordStanford
  • PolitecniciPolitecnici
  • EnelEnel
  • Altre collaborazioniAltre collaborazioni

 Gli obiettivi delle alleanze possono riassumersi in:

  • sviluppo di progetti R&S su tecnologie breakthrough di lungo termine, che comprendano un'estesa attività esplorativa e il coinvolgimento di differenti discipline scientifiche;
  • riduzione dei tempi di esecuzione dei progetti per mezzo dell'ottimizzazione delle attività svolte in house e di quelle eseguite in outsourcing;
  • crescita delle conoscenze tecnico-scientifiche funzionali ai progetti di R&S e supporto all'ampliamento delle competenze dei ricercatori;
  • presidio delle evoluzione delle piattaforme tecnologiche chiave per i business energetici e monitoraggio dello sviluppo delle tecnologie emergenti in altri settori (cross-fertilization ).


Gli aspetti essenziali sono:

  • l'esistenza all'interno dell'ente di una singola struttura di riferimento in grado di dialogare con Eni sia per la risoluzione degli aspetti contrattuali sia per l'individuazione dei dipartimenti e dei ricercatori  che parteciperanno ai progetti proposti da Eni
  • l'eccellenza riconosciuta in ambito internazionale su un numero di discipline scientifiche sufficientemente ampio da garantire la possibilità di collaborazione pluriennale non solo sugli attuali temi di interesse Eni, ma anche su quelli che saranno individuati in futuro sulla base dell'evoluzione delle strategie di business o di innovazione tecnologica.

L'alleanza più importante finora realizzata è quella con il Massachussetts Institute of Technology   (USA), siglata nel febbraio 2008, che permetterà di realizzare gli obiettivi indicati quanto a eccellenza, flessibilità (temi di ricerca, ricercatori, ecc.) e approccio multidisciplinare (contaminazione tra discipline diverse); favorirà inoltre la creazione di un network nell'ambito della ricerca e delle nuove società tecnologiche e start-up.
L'alleanza tra eni e MIT ha una durata quinquennale e comporta un impegno finanziario complessivo di 50 milioni di dollari, equamente ripartiti tra due programmi di ricerca:

MIT Energy Initiative (MITEI), un'iniziativa lanciata dal MIT in collaborazione con altri partner attivi nell'innovazione tecnologica; l'obiettivo è di studiare soluzioni per la trasformazione del sistema energetico attuale e rispondere alle sfide del futuro, attraverso l'analisi di ogni aspetto dell'approvvigionamento energetico, della domanda e della tutela e sicurezza ambientali.


Solar Frontiers , per promuovere e accelerare la ricerca multi disciplinare nelle tecnologie solari di prossima generazione, tra cui le nanotecnologie, i materiali avanzati e la produzione di idrogeno attraverso l'energia solare. Il Programma si articola nei seguenti progetti di ricerca:

  • Nano-PV: studio di celle solari basate su strutture nanometriche ("punti quantici" o "quantum dots") in strati sovrapposti, ognuno dei quali cattura una porzione dello spettro solare convertendolo in elettricità. Può condurre a realizzare celle solari efficienti con un ridottissimo utilizzo di materiale.
  • Biomimetic approaches: metodi di auto-assemblaggio di strati di materiali "prodotti" da virus "programmati" ad hoc. In questo modo si potrebbero realizzare strutture miniaturizzate senza l'ausilio di macchine sofisticate.
  • Artificial Leaf: studio della possibilità di scindere l'acqua in ossigeno e idrogeno mimando la fotosintesi clorofilliana. Un metodo efficiente di scissione dell'acqua può contribuire a risolvere il problema dello storage dell'energia solare.
  • Material Genoma: metodi computazionale avanzati per la progettazione di dispositivi energetici (celle solari, batterie, …). L'intento è di ridurre la necessità di lunghe e costose procedure sperimentali, identificando a priori le caratteristiche necessarie che devono possedere i materiali e le strutture.
  • Paper-thin solar cells: metodo di deposizione di strati sottili di materiale semiconduttore su substrati anche molto sottili "come carta". Ha un elevato potenziale di applicazione per la produzione di celle solari con tecnologie avanzate.
  • Maximising SolaROI: studio di tecniche e macchinari per la riduzione dei costi di produzione e di esercizio di impianti solari a concentrazione.


Nel maggio 2010 è stato inaugurato a Cambridge (Massachusetts, USA) il Solar Frontiers Center per promuovere la ricerca sulle tecnologie solari avanzate attraverso progetti che spaziano dai nuovi materiali fotovoltaici alla produzione di idrogeno da energia solare.

Nel febbraio 2011 Eni e Stanford University hanno siglato una nuova alleanza strategica per la ricerca e l'innovazione. Secondo l'accordo, nei prossimi quattro anni Eni investirà oltre 10 milioni di dollari in un programma di ricerca volto ad aumentare le opportunità di collaborazione tecnologica tra le parti. La partnership sarà incentrata principalmente sulle tecnologie core dell'oil & gas business.

L'integrazione tra la visione accademica e quella industriale mira a capitalizzare le sinergie tra l'approccio multidisciplinare e tecnologico di Stanford e l'expertise di Eni per dar luogo a quelle innovazioni scientifiche necessarie per affrontare le sfide energetiche del futuro. Il portfolio di ricerca è infatti rivolto alla definizione e alla rapida applicazione di nuove tecnologie per le attività di esplorazione e produzione degli idrocarburi e lo sviluppo di metodologie innovative per la salvaguardia ambientale.

Il Framework Research Agreement è stato firmato presso il Campus dell'Università a Palo Alto (California) alla presenza di Ann Arvin, Vice Provost and Dean of Research of Stanford University e di Umberto Vergine, Direttore Studi e Ricerche Eni. La collaborazione fa leva sulla pluriennale collaborazione con l'Università di Stanford già in corso tra la divisione Exploration and Production di Eni e la Stanford's School of Earth Sciences.
L'alleanza con l'Università di Stanford è un importante tassello della strategia Eni che punta ad assicurare alla divisione E&P la leadership nell'innovazione tecnologica per continuare a crescere nelle attività core dell'upstream.

Stanford è una delle più importanti università al mondo e fu fondata nel 1891 da Jane e Leland Stanford. L'università fu concepita per preparare gli studenti al "successo personale e a essere preparati alla vita" e per "promuovere il benessere pubblico grazie a una benefica influenza sull'umanità e la civilizzazione". Oggi, la Stanford University continua a perseguire questa missione attraverso l'innovazione applicata a un ampio spettro di attività. Il suo approccio multidisciplinare ha favorito numerose scoperte che hanno contribuito a risolvere le sfide ingegneristiche del futuro.

Con i Politecnici di Milano e Torino sono stati sottoscritti Accordi Quadro per attività di R&S.
Gli Accordi affrontano in maniera esaustiva gli aspetti della Proprietà Intellettuale generata nell’ambito delle collaborazioni, con ciò facilitando l’avvio di nuovi progetti sul core business e sulle tematiche strategiche di lungo periodo.
Tali accordi costituiscono il riferimento per le numerose collaborazioni avviate e in via di definizione con i due Politecnici.

Nel settore Exploration & Production, obiettivo dell’alleanza strategica con i due Politecnici è generare idee molto innovative per risolvere problemi rilevanti delle attività della divisione, ancora irrisolti in parte o totalmente, e successivamente portarle a maturazione fino a generare progetti di innovazione tecnologica particolarmente avanzata in grado di portare a discontinuità tecnologiche di elevato impatto nella conduzione del business.
Tra i temi affrontati finora si possono citare:

  • utilizzi innovativi delle nanotecnologie in ambito E&P, in particolare per il monitoraggio di pipeline e di giacimento;
  • processi innovativi di separazione di gas acidi (CO2 e H2S), indirizzati ad una separazione massiva a testa pozzo;
  • realizzazione di barriere efficaci per evitare o ritardare il water coning, aumentando la vita operativa dei pozzi;
  • tecnologie satellitari per l’esplorazione petrolifera;
  • tecniche biomolecolari per la prospezione di giacimenti di idrocarburi;
  • nuova generazione di tecnologie di perforazione a fondo mare, intelligente e guidata, per ottenere indagini del sottosuolo più rapide e meno costose in fase esplorativa;
  • tecnologie innovative di monitoraggio ambientale continuo nell’intorno di impianti offshore tramite mezzi sottomarini autonomi;
  • tecnologie innovative di valorizzazione del gas naturale, tramite ad esempio l’impiego di plasma non termici per la produzione di prodotti liquidi.

 


Nell'ottobre 2008 gli amministratori delegati di Eni, Paolo Scaroni, e di Enel, Fulvio Conti, hanno firmato un accordo strategico di cooperazione per sviluppare uno studio per lo sviluppo delle tecnologie di cattura, trasporto e sequestro geologico dell'anidride carbonica (CO2) e per la realizzazione congiunta del primo progetto italiano in questo campo.
L'accordo consente di unire le forze di due grandi aziende energetiche per offrire soluzioni concrete al problema dell'effetto serra: Eni ed Enel insieme saranno in condizione di mettere al servizio del Paese capacità tecnologiche di eccellenza .

Nel marzo 2011 è stato inaugurato presso la centrale Enel di Brindisi l'impianto pilota di cattura, che produrrà anidride carbonica; questa, dopo essere stata liquefatta, sarà trasportata presso il sito Stogit, localizzato nei comuni di Cortemaggiore e Besenzone in provincia di Piacenza e usato per lo stoccaggio del gas naturale da più di 40 anni. In tale deposito la CO2 verrà iniettata a 1500 metri di profondità e permanentemente sequestrata.
L'obiettivo che Eni si propone con la propria esperienza pilota di iniezione di anidride carbonica a Cortemaggiore è quello di maturare il know-how specifico necessario per progettare future applicazioni della tecnologia su larga scala.

La cattura, trasporto e sequestro della CO2 (CCS, Carbon Capture and Storage ), insieme alla ricerca sul solare ad alta efficienza e al nucleare di nuova generazione, è oggi una delle soluzioni più promettenti per raggiungere l'equilibrio tra diverse e egualmente vitali esigenze: disporre di energia in quantità sufficiente a soddisfare le necessità dello sviluppo umano (quasi due miliardi di persone al mondo non hanno energia elettrica), a costi competitivi, nel rispetto dell'ambiente.
Eni ha competenze nel campo del sequestro della CO2 in siti geologici quali giacimenti di idrocarburi esauriti, acquiferi salini profondi, etc., mentre Enel ha competenze nel campo della cattura della CO2, dove ha avviato due progetti dimostrativi, e sta conducendo attività di valutazione del potenziale di stoccaggio geologico in aree vicine alle sue centrali.
Se lo studio di fattibilità darà esiti positivi, Eni ed Enel intendono definire congiuntamente una ipotesi di "Piano Nazionale" per la cattura, trasporto e stoccaggio della CO2 da sottoporre all'attenzione del governo e delle istituzioni italiane ed europee competenti. In particolare, si impegnano a valutare congiuntamente opzioni nazionali di sequestro della CO2 sia off-shore sia on-shore e la realizzazione di uno o più progetti pilota che prevedano l'integrazione tra unità di cattura, di trasporto e sequestro della CO2.

 

Sono state avviate circa 80 collaborazioni per lo sviluppo di tecnologie di estrazione e produzione di idrocarburi e circa 30 collaborazioni nell'ambito della conversione degli idrocarburi in prodotti energetici finali.
Le collaborazioni in ambito di estrazione e produzione sono pressoché equamente ripartite tra università italiane, britanniche e statunitensi. Quelle in ambito di conversione riguardano soprattutto atenei italiani.

 

Collaborazioni avviate/in avvio nella ricerca sul solare
Solare organico e nanotecnologie Politecnico di Milano
Università di Milano
Università di Milano-Bicocca
CNR ISOF, CNR ISMAC, CNR ICTP
Università di Padova
Università di Torino
Università di Pisa
Venezia Tecnologie
Italia
CNRS - Sez. Angers
VTT Technical Research Center of Finland
MIT
Francia
Finlandia
USA
Fotoproduzione di idrogeno
e fotosintesi artificiale
Università di Ferrara
Politecnico di Milano
Venezia Tecnologie
Italia
MIT USA
Politecnico di Losanna Svizzera
Università di Delft
Università di Varsavia
Università di Porto
Comunità Europea
Technion-Israel Institute Israele
Solare a concentrazione Saipem
Politecnico di Milano
Venezia Tecnologie
Italia
MIT USA
Fotovoltaico inorganico avanzato MIT USA


 

Collaborazioni avviate/in avvio nella ricerca sui biocarburanti
Microrganismi per biodiesel Università di Milano
Università di Bari
Italia
MIT USA
BtL Politecnico di Milano e Consorzio LEAP
CNR ITAE Messina
Italia
CHRISGAS Comunità Europea
Monitoraggio piante Università di Bologna
ETA Firenze
Saipem
Italia


Collaborazioni avviate/in avvio nella ricerca su tematiche ambientali
Monitoraggi Ambientali

Università del Piemonte Orientale

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"
Italia
Materiali innovativi per trattamento acque Università La Sapienza di Roma Italia
Fitorimedio ISE-CNR Pisa Italia
Tecnologie di bonifica elettrocinetiche Consorzio Ferrara Ricerche Italia
Adsorbimento di contaminanti su zeoliti Università di Ferrara Italia
Modellazione dell'adsorbimento su colonne e barriere Università di Genova Italia
Analisi di Rischio Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Italia
Oil Spills in Marine Environment MIT USA
Remediation Using Novel Sorbents MIT USA
Fluorescence Sensors Using a DNA Scaffold Stanford University USA
Bioremediation and Environmental Microbiology Stanford University USA
Sediment Management & Restoration Stanford University USA

Collaborazioni avviate/in avvio nella ricerca su  altri temi
Energy Storage MIT USA
Carbon Capture and Sequestration Enel Italia
Progetto VII PQ Comunità Europea
Nucleare innovativo Università la Sapienza - Roma Italia

 




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Questa pagina è stata aggiornata il 03/10/11