Eni ritiene che l'interazione tra ricerca interna e esterna sia la chiave per raggiungere reali discontinuità tecnologiche. La linea strategica eni si basa da un lato sullo sviluppo di forti competenze interne di ricerca e sviluppo, dall'altro sulla costruzione di un network di alleanze e collaborazioni a livello globale con i principali centri di eccellenza internazionali per realizzare dei laboratori "virtuali", in particolare sulle nuove tematiche delle energie rinnovabili.
La policy di collaborazione e alleanza con questi centri verte su alcuni principi essenziali.
La contaminazione tra discipline scientifiche differenti è un altro elemento essenziale per realizzare innovazioni tecnologiche radicali.
La fertilizzazione incrociata (cross fertilisation ) tra fisica della materia, ottica, chimica organica e inorganica, ingegneria elettronica è risultata fondamentale per sviluppare le prime celle solari che impiegano materiali organici sintetizzati in eni al posto del tradizionale silicio.
Per queste ragioni, nella sua politica di alleanze e collaborazioni, eni privilegia quei centri di eccellenza che siano in grado di assemblare queste discipline e metterle al servizio di un unico obiettivo.
I Principi
MIT
Stanford
Politecnici
Enel
Altre collaborazioniGli obiettivi delle alleanze possono riassumersi in:
Gli aspetti essenziali sono:
L'alleanza più importante finora realizzata è quella con il Massachussetts Institute of Technology (USA), siglata nel febbraio 2008, che permetterà di realizzare gli obiettivi indicati quanto a eccellenza, flessibilità (temi di ricerca, ricercatori, ecc.) e approccio multidisciplinare (contaminazione tra discipline diverse); favorirà inoltre la creazione di un network nell'ambito della ricerca e delle nuove società tecnologiche e start-up.
L'alleanza tra eni e MIT ha una durata quinquennale e comporta un impegno finanziario complessivo di 50 milioni di dollari, equamente ripartiti tra due programmi di ricerca:
MIT Energy Initiative
(MITEI), un'iniziativa lanciata dal MIT in collaborazione con altri partner attivi nell'innovazione tecnologica; l'obiettivo è di studiare soluzioni per la trasformazione del sistema energetico attuale e rispondere alle sfide del futuro, attraverso l'analisi di ogni aspetto dell'approvvigionamento energetico, della domanda e della tutela e sicurezza ambientali.
Solar Frontiers
, per promuovere e accelerare la ricerca multi disciplinare nelle tecnologie solari di prossima generazione, tra cui le nanotecnologie, i materiali avanzati e la produzione di idrogeno attraverso l'energia solare. Il Programma si articola nei seguenti progetti di ricerca:
Nel maggio 2010 è stato inaugurato a Cambridge (Massachusetts, USA) il
Solar Frontiers Center
per promuovere la ricerca sulle tecnologie solari avanzate attraverso progetti che spaziano dai nuovi materiali fotovoltaici alla produzione di idrogeno da energia solare.
Nel febbraio 2011 Eni e Stanford University hanno siglato una nuova alleanza strategica per la ricerca e l'innovazione. Secondo l'accordo, nei prossimi quattro anni Eni investirà oltre 10 milioni di dollari in un programma di ricerca volto ad aumentare le opportunità di collaborazione tecnologica tra le parti. La partnership sarà incentrata principalmente sulle tecnologie core dell'oil & gas business.
L'integrazione tra la visione accademica e quella industriale mira a capitalizzare le sinergie tra l'approccio multidisciplinare e tecnologico di Stanford e l'expertise di Eni per dar luogo a quelle innovazioni scientifiche necessarie per affrontare le sfide energetiche del futuro. Il portfolio di ricerca è infatti rivolto alla definizione e alla rapida applicazione di nuove tecnologie per le attività di esplorazione e produzione degli idrocarburi e lo sviluppo di metodologie innovative per la salvaguardia ambientale.
Il Framework Research Agreement è stato firmato presso il Campus dell'Università a Palo Alto (California) alla presenza di Ann Arvin, Vice Provost and Dean of Research of Stanford University e di Umberto Vergine, Direttore Studi e Ricerche Eni. La collaborazione fa leva sulla pluriennale collaborazione con l'Università di Stanford già in corso tra la divisione Exploration and Production di Eni e la Stanford's School of Earth Sciences.
L'alleanza con l'Università di Stanford è un importante tassello della strategia Eni che punta ad assicurare alla divisione E&P la leadership nell'innovazione tecnologica per continuare a crescere nelle attività core dell'upstream.
Stanford è una delle più importanti università al mondo e fu fondata nel 1891 da Jane e Leland Stanford. L'università fu concepita per preparare gli studenti al "successo personale e a essere preparati alla vita" e per "promuovere il benessere pubblico grazie a una benefica influenza sull'umanità e la civilizzazione". Oggi, la Stanford University continua a perseguire questa missione attraverso l'innovazione applicata a un ampio spettro di attività. Il suo approccio multidisciplinare ha favorito numerose scoperte che hanno contribuito a risolvere le sfide ingegneristiche del futuro.
Con i Politecnici di Milano e Torino sono stati sottoscritti Accordi Quadro per attività di R&S.
Gli Accordi affrontano in maniera esaustiva gli aspetti della Proprietà Intellettuale generata nell’ambito delle collaborazioni, con ciò facilitando l’avvio di nuovi progetti sul core business e sulle tematiche strategiche di lungo periodo.
Tali accordi costituiscono il riferimento per le numerose collaborazioni avviate e in via di definizione con i due Politecnici.
Nel settore Exploration & Production, obiettivo dell’alleanza strategica con i due Politecnici è generare idee molto innovative per risolvere problemi rilevanti delle attività della divisione, ancora irrisolti in parte o totalmente, e successivamente portarle a maturazione fino a generare progetti di innovazione tecnologica particolarmente avanzata in grado di portare a discontinuità tecnologiche di elevato impatto nella conduzione del business.
Tra i temi affrontati finora si possono citare:
Nell'ottobre 2008 gli amministratori delegati di Eni, Paolo Scaroni, e di Enel, Fulvio Conti, hanno firmato un accordo strategico di cooperazione per sviluppare uno studio per lo sviluppo delle tecnologie di cattura, trasporto e sequestro geologico dell'anidride carbonica (CO2) e per la realizzazione congiunta del primo progetto italiano in questo campo.
L'accordo consente di unire le forze di due grandi aziende energetiche per offrire soluzioni concrete al problema dell'effetto serra: Eni ed Enel insieme saranno in condizione di mettere al servizio del Paese capacità tecnologiche di eccellenza .
Nel marzo 2011 è stato inaugurato presso la centrale Enel di Brindisi l'impianto pilota di cattura, che produrrà anidride carbonica; questa, dopo essere stata liquefatta, sarà trasportata presso il sito Stogit, localizzato nei comuni di Cortemaggiore e Besenzone in provincia di Piacenza e usato per lo stoccaggio del gas naturale da più di 40 anni. In tale deposito la CO2 verrà iniettata a 1500 metri di profondità e permanentemente sequestrata.
L'obiettivo che Eni si propone con la propria esperienza pilota di iniezione di anidride carbonica a Cortemaggiore è quello di maturare il know-how specifico necessario per progettare future applicazioni della tecnologia su larga scala.
La cattura, trasporto e sequestro della CO2 (CCS, Carbon Capture and Storage ), insieme alla ricerca sul solare ad alta efficienza e al nucleare di nuova generazione, è oggi una delle soluzioni più promettenti per raggiungere l'equilibrio tra diverse e egualmente vitali esigenze: disporre di energia in quantità sufficiente a soddisfare le necessità dello sviluppo umano (quasi due miliardi di persone al mondo non hanno energia elettrica), a costi competitivi, nel rispetto dell'ambiente.
Eni ha competenze nel campo del sequestro della CO2 in siti geologici quali giacimenti di idrocarburi esauriti, acquiferi salini profondi, etc., mentre Enel ha competenze nel campo della cattura della CO2, dove ha avviato due progetti dimostrativi, e sta conducendo attività di valutazione del potenziale di stoccaggio geologico in aree vicine alle sue centrali.
Se lo studio di fattibilità darà esiti positivi, Eni ed Enel intendono definire congiuntamente una ipotesi di "Piano Nazionale" per la cattura, trasporto e stoccaggio della CO2 da sottoporre all'attenzione del governo e delle istituzioni italiane ed europee competenti. In particolare, si impegnano a valutare congiuntamente opzioni nazionali di sequestro della CO2 sia off-shore sia on-shore e la realizzazione di uno o più progetti pilota che prevedano l'integrazione tra unità di cattura, di trasporto e sequestro della CO2.
Sono state avviate circa 80 collaborazioni per lo sviluppo di tecnologie di estrazione e produzione di idrocarburi e circa 30 collaborazioni nell'ambito della conversione degli idrocarburi in prodotti energetici finali.
Le collaborazioni in ambito di estrazione e produzione sono pressoché equamente ripartite tra università italiane, britanniche e statunitensi. Quelle in ambito di conversione riguardano soprattutto atenei italiani.
| Solare organico e nanotecnologie | Politecnico di Milano Università di Milano Università di Milano-Bicocca CNR ISOF, CNR ISMAC, CNR ICTP Università di Padova Università di Torino Università di Pisa Venezia Tecnologie |
Italia |
| CNRS - Sez. Angers VTT Technical Research Center of Finland MIT |
Francia Finlandia USA |
|
|
Fotoproduzione di idrogeno e fotosintesi artificiale |
Università di Ferrara Politecnico di Milano Venezia Tecnologie |
Italia |
| MIT | USA | |
| Politecnico di Losanna | Svizzera | |
| Università di Delft Università di Varsavia Università di Porto |
Comunità Europea | |
| Technion-Israel Institute | Israele | |
| Solare a concentrazione | Saipem Politecnico di Milano Venezia Tecnologie |
Italia |
| MIT | USA | |
| Fotovoltaico inorganico avanzato | MIT | USA |
| Microrganismi per biodiesel | Università di Milano Università di Bari |
Italia |
| MIT | USA | |
| BtL | Politecnico di Milano e Consorzio LEAP CNR ITAE Messina |
Italia |
| CHRISGAS | Comunità Europea | |
| Monitoraggio piante | Università di Bologna ETA Firenze Saipem |
Italia |
| Monitoraggi Ambientali |
Università del Piemonte Orientale Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" |
Italia |
| Materiali innovativi per trattamento acque | Università La Sapienza di Roma | Italia |
| Fitorimedio | ISE-CNR Pisa | Italia |
| Tecnologie di bonifica elettrocinetiche | Consorzio Ferrara Ricerche | Italia |
| Adsorbimento di contaminanti su zeoliti | Università di Ferrara | Italia |
| Modellazione dell'adsorbimento su colonne e barriere | Università di Genova | Italia |
| Analisi di Rischio | Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" | Italia |
| Oil Spills in Marine Environment | MIT | USA |
| Remediation Using Novel Sorbents | MIT | USA |
| Fluorescence Sensors Using a DNA Scaffold | Stanford University | USA |
| Bioremediation and Environmental Microbiology | Stanford University | USA |
| Sediment Management & Restoration | Stanford University | USA |
| Energy Storage | MIT | USA |
| Carbon Capture and Sequestration | Enel | Italia |
| Progetto VII PQ | Comunità Europea | |
| Nucleare innovativo | Università la Sapienza - Roma | Italia |
Glossario
RSSSottoscrivi i nostri feed
AlertIscriviti al servizio di SMS e Mail Alert
HelpSe vuoi aiuto per navigare questo sito clicca qui.
Questa pagina è stata aggiornata il 03/10/11