Il corretto funzionamento delle imprese quotate è un pilastro fondamentale per ogni Paese. Per questo Eni ha condotto uno studio delle best practice estere sul tema, che, filtrato dall'esperienza internazionale della Società, si è tradotto in 35 proposte di Corporate Governance.
Le proposte intendono contribuire alle riflessioni in corso in Italia e in Europa sul tema e si rivolgono principalmente alle società quotate con sistema cd. tradizionale, tenendo conto delle differenze dimensionali delle società; molte potrebbero essere adottate in via di autoregolamentazione, mentre altre necessitano di modifiche normative.
Le proposte riguardano in primo luogo il Consiglio di Amministrazione e le principali figure che ne fanno parte (Presidente e Amministratore Delegato, ma anche il Segretario del Consiglio) e ne mettono in rilievo il ruolo strategico, che richiede anche la nomina di amministratori con i necessari requisiti di professionalità. La diversity (non solo di genere) degli amministratori è stata considerata come requisito fondamentale per la corretta composizione dell'organo consiliare. L'esigenza di assicurare la continuità del Consiglio ha condotto a suggerire la scadenza differenziata degli amministratori (c.d. staggered board), come facoltà da lasciare alla libera scelta delle singole società.
Anche i compiti dei Comitati del Consiglio vengono rivisti in funzione del ruolo strategico del Consiglio, valorizzando nel contempo i compiti di controllo del Collegio sindacale. Accanto alla razionalizzazione del sistema di controllo interno, è messa in evidenza la necessità di prevedere, all'interno di esso, un'articolata ed efficace struttura di risk management. Un ultimo gruppo di proposte ha come riferimento gli azionisti, al fine di coinvolgerli maggiormente nella vita della società e di migliorarne l'informazione. Per l'Assemblea sono auspicate norme che ne snelliscano le procedure, contenendo gli interventi di mero disturbo e iniziative che promuovano la trasparenza delle politiche di voto degli investitori istituzionali.
Le proposte, presentate alla stampa il 13 luglio 2011, vengono ora sottoposte al pubblico dibattito, aperto al mondo economico, finanziario, accademico e istituzionale, per giungere a un insieme condiviso di soluzioni da recepire nel Codice di autodisciplina delle società quotate o che le autorità pubbliche potrebbero far proprie per iniziative di modifica legislativa del sistema italiano di Corporate Governance.
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Questa pagina è stata aggiornata il 10/08/11
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