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CORPORATE GOVERNANCE

 
Eni - Modello 231

Modello 231

Secondo la disciplina italiana della "Responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato " contenuta nel decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 (di seguito, "D.Lgs. n. 231 del 2001") gli enti associativi – tra cui le società di capitali – possono essere ritenuti responsabili, e di conseguenza sanzionati in via pecuniaria e/o interdittiva, in relazione a taluni reati commessi o tentati – in Italia o all'estero – nell'interesse o a vantaggio delle società. Le società possono in ogni caso adottare modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire i reati stessi.

In relazione a ciò, nelle adunanze del 15 dicembre 2003 e del 28 gennaio 2004 il Consiglio di Amministrazione di Eni SpA ha approvato il modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. n. 231 del 2001 (di seguito, "Modello 231") e istituito il relativo Organismo di Vigilanza. La composizione dell'Organismo, inizialmente di soli tre membri, è stata modificata dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 7 giugno 2007 con l'inserimento di due membri esterni, uno dei quali nominato presidente dell'Organismo.

I componenti interni sono rappresentati dai Direttori (o da dirigenti loro primi riporti gerarchici) Affari Legali, Risorse Umane e Internal Audit della Società. Nel frattempo, dopo la prima approvazione del modello, in conseguenza degli interventi legislativi sul campo di applicazione del D.Lgs. n. 231 del 2001, l'Amministratore Delegato ha disposto l'attuazione di n. 3 Addenda (dedicati a, rispettivamente, "Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico e Reati contro la personalità individuale", "Abusi di mercato, tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari" e "Reati transnazionali").
Inoltre, sono in fase di svolgimento le attività di aggiornamento del Modello 231 con riferimento alla categorie di reato di più di recente introduzione. Nella riunione del 14 marzo 2008 il Consiglio di Amministrazione ha approvato l'aggiornamento complessivo del Modello 231 in relazione ai cambiamenti organizzativi aziendali di Eni, all'evoluzione della giurisprudenza e della dottrina, alle considerazioni derivanti dall'applicazione del modello, ivi comprese le esperienze provenienti dal contenzioso, alla prassi delle società italiane ed estere in ordine ai modelli, agli esiti delle attività di vigilanza e delle risultanze delle attività di audit interno e all'evoluzione del quadro normativo.

Le sinergie tra Codice Etico, parte integrante e principio generale non derogabile del Modello 231, e Modello sono sottolineate dall'assegnazione all'Organismo di Vigilanza di Eni SpA delle funzioni di Garante del Codice Etico. Analogamente ogni controllata attribuisce al proprio Organismo di Vigilanza la funzione di Garante del Codice Etico. L'Organismo di Vigilanza vigila sull'effettività e sull'adeguatezza del Modello 231, riferisce in merito alla sua attuazione, approva il programma annuale delle attività di vigilanza e comunica l'esito delle attività svolte nell'esercizio dei compiti assegnati. Al fine di garantire la massima efficacia d'azione sono previsti flussi informativi nei confronti dell'Organismo di Vigilanza e da questo verso il vertice societario: nei confronti del Presidente, dell'Amministratore Delegato, il quale informa il Consiglio di Amministrazione nell'ambito dell'informativa sull'esercizio delle deleghe conferite, del Comitato per il Controllo Interno e del Collegio Sindacale. Sono previste attività di formazione e/o di comunicazione del modello differenziate a seconda dei destinatari, inclusi i terzi e il mercato.

Il Modello 231 di Eni SpA rappresenta una raccolta di principi e il punto di riferimento per le società controllate, alle quali è trasmesso affinché ciascuna società adotti e/o aggiorni il proprio modello. Le società controllate quotate in Borsa e quelle del settore gas ed elettricità soggette a unbundling adottano il proprio modello adeguandolo, se necessario, alle peculiarità della propria azienda in coerenza alla propria autonomia gestionale.
I rappresentanti indicati da Eni negli organi sociali delle partecipate, nei consorzi e nelle joint-venture promuovono i principi e i contenuti del Modello 231 negli ambiti di rispettiva competenza. Sono stabiliti presidi di controllo (standard generali e specifici) per disciplinare le attività aziendali rilevanti per la prevenzione dei reati previsti dal D.Lgs. n. 231 del 2001 e, conformemente alle disposizioni di legge, è introdotto un sistema disciplinare per sanzionare eventuali violazioni del Modello 231.

Il Modello 231 è aggiornato in caso di novità legislative oppure in occasione di revisioni periodiche anche connesse a mutamenti organizzativi o nell'eventualità di significative violazioni del modello. Un apposito Team multifunzionale istituito dall'Amministratore Delegato ("Team 231") ha il compito di predisporre le proposte di aggiornamento.

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Questa pagina è stata aggiornata il 01/12/11