Per Eni le fonti rinnovabili sono un importante investimento per il futuro, che trova applicazioni anche nel presente. Da un lato, infatti, Eni integra le risorse rinnovabili nei proprio processi produttivi al fine di diminuire l'ammontare delle proprie emissioni di gas serra. Dall'altro, impegna quote molto importanti dei propri investimenti in sviluppo tecnologico nello studio di tecnologie che permettano di sfruttare al meglio le risorse rinnovabili. A partire dal 2007 è stato varato da Eni un vasto programma di ricerca orientato allo sviluppo di tecnologie nel campo delle energie rinnovabili.
La fonte di energia rinnovabile su cui l'azienda investe maggiormente è il solare, già oggi impiegato per ridurre le emissioni: dall'alimentazione delle piattaforme off-shore a quella degli impianti alla generazione di elettricità per le telecomunicazioni, gli edifici e i sistemi di distribuzione. Nel quadriennio 2011-2014, il solare con 106.5 milioni di Euro rappresenta da solo più del 50% degli investimenti in ricerca riferito ad attività non core. Di questi una gran parte è destinata alla partnership che Eni ha siglato con il MIT. L'accordo ha già prodotto evidenti risultati portando alla registrazione di brevetti molto promettenti, tra cui quelli sulle celle solari ultraflessibili e sulle celle solari stampata su carta.
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Questa pagina è stata aggiornata il 10/05/11