Il progetto creerà un sistema di trasporto con una capacità di 1 milione boe/g dal giacimento offshore BP di Azeri Chirag Guneshli, vicino a Baku in Azerbaigian fino al terminale di Ceyhan sulla costa turca del Mediterraneo, attraversando la Georgia e la Turchia.
Eni è entrata nel Consorzio BTC a negoziazione completata (con una quota del 5% acquistata dalla compagnia azera Socar) e, pur non avendo responsabilità nella costruzione e gestione dell'oleodotto né proprio personale coinvolto nel progetto, quale partner sensibile, si è fatta carico di sottoporre all'operatore BP una serie di raccomandazioni volte a garantire lo svolgimento delle operazioni secondo le migliori pratiche e standard internazionali e il massimo rispetto dei diritti delle comunità interessate, nel quadro delle legislazioni nazionali vigenti e delle convenzioni internazionali.
Il contesto legale di riferimento per il progetto è quello previsto per i progetti di infrastrutture che attraversano più paesi. Nella conduzione delle attività i gestori del progetto sono impegnati ad assicurare le migliori pratiche per minimizzare gli impatti sociali e ambientali. Ciò è stato finora realizzato con l'adozione di vari strumenti – tra questi, studi impatto, piani di emergenza, attività di monitoraggio e mitigazione – e l‘attivazione di un processo di consultazione con i principali stakeholder per illustrare i programmi di sviluppo per le comunità.
Nel maggio 2003 l'operatore BP e i tre governi interessati, proprio per rispondere a una serie di perplessità avanzate da associazioni umanitarie e ambientaliste, hanno siglato uno "Joint Statement" che ribadisce l'impegno a rispettare i codici di condotta internazionali e i più elevati standard in materia di ambiente e condizioni di lavoro.
A seguito di un impegno contenuto nello Joint Statement, nel luglio 2003, le parti hanno sottoscritto un Protocollo nel quale si impegnano a cooperare per garantire la protezione dell'oleodotto e scambiare informazioni in materia di security. Ribadiscono inoltre il rispetto dei principi in materia di ditti umani, integrando nel contesto locale che regolamenta il progetto anche i Voluntary Principles on Security and Human Rights, sottoscritti congiuntamente nel 2000 dai Governi britannico e statunitense, ONG e alcune importanti compagnie del settore estrattivo.
Infine, nel settembre 2003 il Consorzio BTC ha emanato un documento legale unilaterale (Deed Pool) in ambito di diritti umani, con il quale si impegna a:
Parallelamente, è stato avviato un ampio processo di consultazione con i principali stakeholder internazionali e, alla luce delle problematiche sollevate in merito agli impatti del progetto sull'ambiente e sui diritti umani, sono state promosse iniziative di dialogo anche con diverse ONG, quali Amnesty International e altre associazioni (Baku-Ceyhan Campaign Network, CENN-Caucasus Environmental Ngos Network, GreenAlternative).
Glossario
RSSSottoscrivi i nostri feed
AlertIscriviti al servizio di SMS e Mail Alert
HelpSe vuoi aiuto per navigare questo sito clicca qui.
Questa pagina è stata aggiornata il 17/02/10