di Paolo Scaroni
Amministratore Delegato eni
Un antico filosofo greco era solito rivolgersi ai suoi discepoli dicendo: "Amici miei, non esistono amici!".
Ma i pensatori, si sa, sono attratti dai paradossi, che nascondono a volte la verità. Nel caso del quarantennale rapporto tra Eni e Gazprom, le cose però non stanno così. Il nostro legame è più lineare e semplice: stima, rispetto reciproco e vincoli di amicizia ci legano a questa azienda e alla Russia, un Paese che abbiamo imparato a conoscere in tanti anni di cooperazione. I rapporti tra Eni e Gazprom raccontano una storia di 40 anni di collaborazione e di successi.
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Le tappe
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I cardini di questo rapporto, iniziato nel 1969, sono da rintracciare nello sviluppo delle forniture di gas negli anni '70, che aprì il capitolo dell'internazionalizzazione del mercato europeo del gas, e nell'avvio di iniziative congiunte internazionali tra Eni e Gazprom, alla fine degli anni '90. è su questa lunga storia di successi industriali e rapporti di fiducia che abbiamo costruito il nostro cammino di collaborazione, che ha fatto di Eni il primo operatore del gas in Europa.
Certamente, nel tempo, molto è cambiato, molti muri sono crollati, la globalizzazione ha reso i mercati più competitivi e i fabbisogni di energia delle società avanzate sono cresciuti. Noi non abbiamo mai perso contatto con la Russia, dagli anni in cui Enrico Mattei inaugurò i primi accordi energetici tra i due Paesi.
Abbiamo continuato a lavorare insieme e mai in tutto questo tempo Gazprom ha mancato ai suoi impegni commerciali. Tuttavia, le amicizie vanno alimentate, è quello che abbiamo fatto nel 2006, che è stato, per noi, un anno decisivo: il 14 novembre è stato firmato a Mosca un accordo strategico di portata storica, che ha dato il via a un'alleanza internazionale per la realizzazione di progetti comuni nell'upstream, nel midstream e downstream del gas e nella cooperazione tecnologica.
Un'intesa resa possibile dal rapporto unico che ci lega costituendo un passo importante per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell'Italia e dell'Europa. Nella stessa ottica va visto il nostro ingresso nell'upstream russo attraverso l'acquisizione di alcuni importanti asset del gas in Siberia.
Un ottimo risultato che Eni ha saputo conseguire non solo grazie alle sue riconosciute competenze, ma anche grazie a quel prezioso vincolo di stima e collaborazione che da sempre ci lega a Gazprom.
Eni e Gazprom stanno anche collaborando allo studio di un altro importante progetto: South Stream, un sistema di gasdotti che potranno portare il gas dalla Russia all'Europa passando per il Mar Nero.
Il progetto rappresenta un ulteriore passo nell'implementazione dell'accordo del 2006, e una svolta decisiva per il rafforzamento della sicurezza energetica di tutta l'Europa.
Nella collaborazione, insomma, Russia ed Europa hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere. Ed è in questo spirito di reciproche opportunità che intendiamo sviluppare e rafforzare il nostro rapporto con la Russia. Amici miei, con buona pace di spiriti speculativi e liberi pensatori, gli amici esistono.
Sfida
Tra il 1957 e il 1958, Eni, nel pieno della sua espansione alla ricerca di nuovi contatti sul piano internazionale e nuove formule di collaborazione, si rivolge all'Unione Sovietica.
Il Paese, tra i maggiori produttori di petrolio e vicino geograficamente all'Italia, veniva considerato all'epoca dai più come un altro pianeta, inavvicinabile.
In questo clima Enrico Mattei lancia una vera e propria sfida a livello mondiale, firmando con la Russia nel 1960 l'accordo pluriennale che prevede l'importazione di greggio russo a fronte di esportazioni di macchinari e tecnologie italiane.
Prende così avvio la lunga collaborazione tra i due Paesi. La visita successiva di Marcello Boldrini e dei suoi collaboratori presso il ministro del Commercio estero Nicolai Patolicev ha lo scopo di sottolineare il successo dei contratti del 1960 e di discutere sulle future collaborazioni.
Innovazione
I contatti e la cooperazione tra Eni e Gazprom proseguono nel corso degli anni Sessanta. Dopo nemmeno un decennio dalla stipula del primo contratto, il 10 dicembre 1969 viene siglato un nuovo accordo. La merce di scambio non è più l'oro nero, ma il gas naturale.
Si tratta di una importante innovazione: l'Italia ha la possibilità di diversificare le fonti di energia e di aumentare la competitività a livello internazionale. D'altro canto l'URSS, con le nuove forniture di tecnologia italiana, è in grado di sviluppare e modernizzare il suo sistema industriale. Nel 1971, inoltre, viene avviata la costruzione del grande gasdotto che unisce i due Paesi, inaugurato nel 1974. E altri progetti uniscono Eni e Gazprom per il futuro, tutti legati al settore del metano, con l'interscambio di know-how e lo studio congiunto per la realizzazione di nuove tecnologie.
Sinergia
Le due strade, quella italiana e quella russa, di Eni e di Gazprom, corrono parallele alla conquista del mercato internazionale e di un sistema industriale sempre più evoluto. Nel 1975, forti del successo e della solidità dell'accordo del 1969, le parti stipulano il primo rinnovo del contratto sul gas naturale.
Ne seguono altri due, nel 1986 e nel 1996. L'interscambio di metano, merci e apparecchiature è sempre più consistente negli anni.
Importanti volumi di gas scorrono nei tubi dalla Russia all'Italia, attraverso una fitta rete realizzata grazie a una tecnologia italiana d'avanguardia. La sinergia fra i due partner è completa attraverso il consolidamento dei rapporti commerciali e lo sviluppo di una collaborazione tecnico-scientifica a largo raggio.
Collaborazione
La fine degli anni Novanta vede Eni e Gazprom protagoniste di un nuovo avveniristico progetto che porta nel 2002 all'entrata in esercizio del Blue Stream, un gasdotto che trasporta il gas dalla Russia attraverso il Mar Nero.
Il nuovo millennio si apre all'insegna di altri importanti accordi fra le due compagnie fino a quello del 2006 che prolunga le forniture di metano al 2035. La collaborazione fra i due partner è ormai consolidata e guarda sempre più al futuro in un intreccio che si allarga ad iniziative congiunte nei campi della cultura, dello sport, del sociale e della formazione di personale qualificato per il settore oil & gas.
Il legame Eni-Gazprom sulla via del metano compie oggi 40 anni e festeggia l'evento con un'altra straordinaria opera in cantiere: la costruzione del maxi-gasdotto South Stream.
Questa pagina è stata aggiornata il 14/12/09