L'esposizione ripercorre gli anni della ricostruzione e dello sviluppo economico e scientifico dell'Italia dal dopoguerra fino al periodo del "miracolo economico". Per Eni, l'occasione per far conoscere la storia che ha portato l'azienda a essere riconosciuta a livello internazionale.
In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia Eni partecipa alla mostra "Copyright Italia, Brevetti, Marchi, Prodotti 1948-1970", promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e organizzata dall'Archivio Centrale dello Stato (Roma), che la ospiterà dal 25 marzo al 3 luglio 2011. La partecipazione di Eni a questa mostra è in linea con la strategia dell'azienda di voler coniugare il business con iniziative culturali di alto valore, secondo il binomio "Cultura dell'energia, energia della cultura".
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Saipem 2
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Mediateca Nella memoria storica degli italiani, gli anni fra il 1948 e il 1970 rappresentano un periodo di grande cambiamento: alla lenta ripresa dalla fine della seconda Guerra Mondiale si accompagna un processo di crescita in cui prendono forma nuovi modelli sociali ed economici che contribuiscono alla creazione di un'immagine unitaria del paese.
Per Eni il racconto, inquadrato negli anni oggetto della mostra, passa attraverso immagini e video di repertorio provenienti dall'Archivio storico, a cominciare dalla costituzione dell'Agip e i velleitari tentativi di conquistarsi nel Ventennio riserve energetiche di oltremare, fino al periodo di Enrico Mattei, grazie al quale l'Agip diviene un'azienda moderna, importando modelli gestionali e tecnologie dagli Stati Uniti e allevando una nuova generazione di tecnici petroliferi, agguerriti e preparati. Dopo la tragica morte di Mattei, l'esposizione racconta anche il lavoro dei suoi successori, con i quali l'azienda, ormai riconosciuta a livello internazionale, continua a estendere le proprie attività sia in Italia sia all'estero.
Le immagini e i video che danno vita al percorso espositivo illustrano il lavoro, le sfide e i momenti di vita quotidiana sulle piattaforme Eni di maggiore importanza, dalla Perro Negro alla Paguro e Saipem 2, che fanno guadagnare al Cane a sei zampe il primato delle operazioni offshore in Europa. In meno di quindici anni (dal 1958 al 1972), infatti, la progettazione e le tecnologie all'avanguardia di Eni permettono il passaggio tecnologico dalle piattaforme fissate al fondale e quelle a rimorchio alle navi a posizionamento in grado correggere dinamicamente la propria posizione, come Saipem Due, prima nave-piattaforma capace di operare d'inverno nelle difficilissime acque del Mare del Nord.
Dalle prime piattaforme la mostra accompagna i visitatori al sogno futuristico di un loro possibile riuso. La mostra, infatti, dedica uno spazio all'esercizio creativo "Temporary Island," che Eni ha affidato all'architetto israeliano Ronen Joseph. L'iniziativa si inquadra nella nuova strategia di comunicazione Eni, che punta alla valorizzazione dei talenti e si avvale della loro creatività per tutte le diverse occasioni di comunicazione (www.enizyme.com). Il progetto è un concept ideale di piattaforma-hotel che presta particolare attenzione all'ecologia e all'architettura, unprogetto unico che si inserisce alla perfezione nei concetti-chiave di primaria importanza per Eni: sostenibilità, creatività e capacità di immaginare il futuro. Ronen Joseph ha individuato diverse soluzioni, utopiche e affascinanti, in base alle diverse caratteristiche innovative legate al recupero e al riutilizzo sostenibile di installazioni petrolifere come le piattaforme, in modo da fornire suggestioni al dibattito sul loro riutilizzo una volta dismesse.
Una parte della mostra è inoltre dedicata al famoso logo del Cane a sei zampe disegnato dallo scultore Luigi Broggini e alla comunicazione pubblicitaria che Mattei, grazie alla sua visione innovativa e pionieristica, decide di affidare a giovani artisti chiamati a interpretare, con uno stile moderno e innovativo, i valori fondanti di Eni.
Alla fine degli anni Cinquanta eni, attraverso la controllata Saipem, eni si guadagna il primato delle operazioni off shore in Europa: nel 1958 il pozzo Gela 21 viene realizzato con il jack-up di Scarabeo 1 e nel 1961 viene costruita e installata al largo della costa siciliana, la prima piattaforma di produzione. Nel corso di un ventennio la progettazione all'avanguardia di eni, permetterà il passaggio tecnologico dalle piattaforme jack-up (Perro Negro, Paguro, Gatto Selvatico), fisse sul fondale e a rimorchio, a quelle semisommegibili (Scarabeo 2) progettate per operare anche in acque profonde, alle "posatubi" (Castoro), fino alle navi a posizionamento in grado correggere dinamicamente la propria posizione, come Saipem Due. Varata ufficialmente nel 1972, Saipem Due sarà la prima nave piattaforma ad operare d'inverno, nelle difficilissime acque del Mare del Nord.
Mare di Gela, lungo la costa meridionale della Sicilia il 4 marzo 1959 nasce il primo pozzo sottomarino in Europa.
Nel video, la piattaforma Scarabeo, ancorata sul fondo marino e la nave in appoggio, Saipem due.
Questa pagina è stata aggiornata il 23/03/11
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