Eni è uno dei maggiori attori italiani ed europei del
sistema Emission Trading.
In Italia è la prima Società per numero di impianti
coinvolti (58, pari al 6% delle installazioni totali
soggette a Emission Trading) e la seconda per quote
attribuite dal Piano Nazionale di assegnazione (22,4 milioni
di tonnellate di CO2 nel 2006, pari a circa il 10% delle
quote complessivamente assegnate). All’interno di Eni la
gestione Emission Trading è coordinata a livello
centrale al fine di monitorare le performance
complessive dell’azienda e individuare le maggiori
opportunità di riduzione delle emissioni. Inoltre Eni si è
dotata di un sistema di contabilizzazione dei gas serra
comune e condiviso, che assicura una rendicontazione delle
emissioni di gas a effetto serra completa, accurata,
trasparente, certificata da terzi e coerente con le best
practice adottate nel settore oil&gas.
Eni sta sviluppando il portafoglio di progetti di
riduzione delle emissioni basati sui Meccanismi Flessibili
del Protocollo di Kyoto (Clean Development Mechanism o
CDM e Joint Implementation o JI). Il primo risultato
concreto è stato ottenuto con il progetto di Kwale – Okpai
che è stato registrato come CDM da parte del CDM Executive Board nel novembre 2006.
Questo progetto prevede il
recupero del gas associato alla
produzione di petrolio, che in origine veniva bruciato in
torcia ed il suo successivo utilizzo per la produzione di
energia elettrica, a beneficio dell’economia nigeriana.
Il progetto ha comportato la realizzazione di una
pipeline di 14 km per il trasporto del gas associato dai
campi petroliferi di Kwale, nella zona del delta del Niger
e, a Okpai, la costruzione di una centrale elettrica a ciclo
combinato di 480MWe (MegaWatt elettrici) di potenza e
l’installazione di una linea a 330 kV (kilovolt) per
allacciare l’impianto alla rete elettrica nigeriana.
Il progetto consente di:
- destinare la risorsa gas associato, sinora bruciata
in torcia, ad un impiego energetico di supporto allo
sviluppo sostenibile della Nigeria;
- ridurre le emissioni di gas serra di circa 1,5
milioni di tonnellate di CO2eq all'anno;
- contribuire alla soddisfazione della domanda di
energia elettrica nella zona meridionale del Paese,
rappresentando il 12% della complessiva capacità di
generazione elettrica della Nigeria.
Si tratta del primo progetto CDM, a livello mondiale, che
produce energia elettrica a partire da gas precedentemente
bruciato in torcia. Dei 410 progetti CDM registrati sino al
2006 è il dodicesimo in ordine di riduzione delle emissioni
di gas serra, ma il primo se si considerano le sole
riduzioni di emissioni di CO2, inoltre può considerarsi il
più grande progetto CDM sinora realizzato in Africa.
Altre iniziative per la riduzione del gas flaring
riguardano progetti che prevedono la reiniezione del gas
associato in giacimento, il GNL (gas naturale liquefatto) e
la generazione elettrica. Tali iniziative sono localizzate
principalmente in Africa Occidentale e Settentrionale. |