Quadro sanitario
Oltre tre quarti degli Angolani vivono in modo precario negli slum della capitale Luanda e delle altre aree urbane, il 60% con meno di 2 USD al giorno, mentre l’accesso ai servizi sociali di base, in particolare a quelli sanitari, è molto scarso. Nonostante una spesa pro-capite per la salute di circa 70 USD, molto superiore alla media dei Paesi africani, la qualità del sistema sanitario è spesso inferiore.
L’aspettativa di vita è di 48 anni e la mortalità infantile, sebbene in progressiva riduzione negli ultimi anni, tra le più elevate del continente. Circa 170 bambini su 1.000 muoiono prima dei 5 anni, spesso per malattie prevenibili come morbillo, tetano e colera, la cui diffusione è favorita da un tasso di copertura vaccinale molto basso (si stima che solo 1 bambino su 3 riceva tutte le vaccinazioni di routine).
I problemi sanitari principali includono malaria, malattie gastro-enteriche e infettive, tra cui la poliomielite. Con riferimento a quest’ultima, a partire dal 2005 e dopo 3 anni consecutivi con totale assenza di casi, si è registrata in Angola una reintroduzione del virus con epicentro Luanda e successiva estensione ad altre province e ai Paesi limitrofi, tra cui la Repubblica del Congo.
Il quadro sanitario è aggravato dalla malnutrizione che, sebbene in lento calo, colpisce in maniera più o meno grave quasi 1 bambino su 2 ed è la principale causa associata di morte infantile. Come spesso accade nei paesi in via di sviluppo, le prospettive di benessere e di sviluppo dei bambini dipendono in larga misura dal livello di salute e istruzione delle madri, che in Angola presenta elementi di forte criticità. L’elevata fertilità si accompagna a un’età assai precoce della prima gravidanza, nel 70% dei casi durante l’adolescenza, condizione che aumenta il rischio di complicazioni, infezioni e anche di morte durante il parto. Il tasso di mortalità materna, pari nel 2001 a 1.400 su 100.000 nati, è oggi di 660 su 100.000 nati, ma i progressi sono lenti, anche perché i parti assistiti da personale specializzato non superano il 47%, con livelli ancora più bassi nelle aree rurali. La carenza di strutture specializzate è generalizzata, a cominciare dalla capitale, come pure la scarsità di servizi di medicina prenatale di base in grado di fornire consulenza e assistenza in materia di AIDS, nutrizione, pratiche igieniche e prevenzione della malaria, causa di grave anemia per le donne incinte e tra i maggiori responsabili della mortalità materna e infantile.
Il Governo di Luanda ha lanciato nel 2010 un progetto per potenziare il servizio sanitario che assegna priorità alla salute dell’infanzia e alla lotta alle malattie trasmissibili. La costruzione di nuove strutture sanitarie, tra cui ospedali di grandi dimensioni nella capitale e in diverse province, non ha finora prodotto un miglioramento nella qualità del servizio. Molte delle nuove strutture non sono infatti operative per mancanza di energia elettrica, acqua, strade di accesso e di personale. La drammatica carenza di personale qualificato costituisce un altro aspetto di particolare criticità e solo recentemente è stato avviato il potenziamento dei programmi formativi universitari con la creazione di nuove scuole di formazione in ambito sanitario, anche attraverso il supporto delle Nazioni Unite.
Eni Foundation
Piazzale Enrico Mattei 1
00144 Roma - ITALIA
Tel 06 59824108 - Fax 06 59822106
e-mail: enifoundation@eni.com
Eni Foundation sta realizzando un vasto programma di vaccinazioni e monitoraggio contro le principali malattie infantili nelle regioni del Kouilou, Niari e Cuvette.