di Elisabetta Greci e Annafranca Brancaglione

Studio Greci Architettura

Dentro la chiesa si immagina di evocare suggestivamente l'interno della feluca, una soluzione di teli o di tulle da scenografia consentono di porre in primo piano l' opera esposta in una atmosfera ovattata e al contempo di intravedere fievolmente illuminati alcuni dettagli del luogo sacro in cui ci troviamo.
Il soffitto del nostro scrigno diventa, tramite proiezioni, quel mare in tempesta che portò il Merisi a Porto Ercole. Nel rispetto della sacralità del luogo scelto si ottiene così la celebrazione del capolavoro del grande Caravaggio.

L’allestimento per il San Giovanni Battista di Caravaggio della Galleria Borghese, a Porto Ercole, in concomitanza con l’anniversario dei quattrocento anni dalla morte di Michelangelo Merisi, è pensato come un racconto di viaggio che narri gli ultimi momenti della vita travagliata del grande Maestro tragicamente conclusasi in questo golfo. Il luogo dell’evento è potentemente segnalato all’esterno in modo da essere visibile dal paese e dalla marina. Questo attraverso un’eccezionale illuminazione della facciata della chiesa di Sant’Erasmo e le proiezioni di un dettaglio dell’opera che esaltano la più forte delle tinte caravaggesche: il rosso. Dentro la chiesa si immagina di evocare suggestivamente l’interno della feluca; una soluzione di teli da scenografia consente di porre in primo piano l’opera esposta in un’atmosfera ovattata e al contempo, grazie al progetto d’illuminazione di Paolo Pollo Rodighiero, di percepire fievolmente la profondità dell’architettura in cui ci troviamo. Nel rispetto della sacralità del luogo scelto si ottiene così la celebrazione del capolavoro e si torna a evocare al visitatore quel drammatico viaggio, anelata ricerca di salvezza, del grande Caravaggio.