Caravaggio Ending

sintesi dell'intervento di Antonio Farisi

Caravaggio Ending è un piccolo film fatto di tanti spezzoni originati da altri film. In sostanza, un percorso di immagini negli ultimi giorni di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, attraverso le biografie cinematografiche che via via sono state dedicate al pittore. Caravaggio Ending è concepito per essere proiettato all'interno della mostra che ricorda i 400 anni dalla morte di Caravaggio proprio nei luoghi in cui è avvenuta... a Porto Ercole.

Il titolo gioca con la definizione dell'Hollywood Ending - il finale alla hollywood - praticamente obbligatorio per un certo tipo di cinema che pretende il finale felice, il cosiddetto Happy End in cui tutto va a posto, i conti tornano e l'eroe si redime. E a Caravaggio, alla sua misteriosa morte, sono attribuiti di volta in volta versioni differenti, ufficiali, ufficiose, ipotesi, sospetti. Vediamo allora come il cinema ha raccontato di volta in volta - dagli anni '40 ad oggi - la fuga di Caravaggio, il suo viaggio in feluca, la sua corsa sulla spiaggia di Feniglia, la sua agonia. Le immagini filmiche rendono tutto esplicito, tutto quello che è avvenuto nelle immagini diviene presente, si srotola ed accade davanti ai nostri occhi.
Al tempo stesso però restano delle zone d'ombra, qualcosa che non si può sviscerare del tutto , che un film nella sua "diegetica evidenza" non può che lasciar intuire...
Caravaggio Ending presenta - in un montaggio che rielabora la forza delle immagini - una impressionante galleria di questi momenti in cui il cinema racconta la disperazione di Caravaggio: le sequenze filmiche sono aperte, i film in bianco e nero sfociano nelle immagini a colori, integrate da immagini documentaristiche della zona dell'Argentario, del mar tirreno, della spiaggia. Per spiegare "i perché" di questa operazione bisogna affrontare un discorso che risulta tanto inedito, pur se continuamente citato ma senza un vero approfondimento: il rapporto della pittura di Caravaggio col cinema, arte moderna per eccellenza. Ragionando per paradossi, i dipinti di Caravaggio hanno una impostazione cinematografica. Lo aveva suggerito per primo Longhi.

Lo ha sostenuto Pasolini. E Picasso, passando per Roma, lo aveva affermato con una battuta che voleva essere beffarda ma conteneva una sua verità: "Caravaggio fa cinema". La sublime arte caravaggesca in definitiva impone un modo di disporre ed illuminare i personaggi che anticipa le infinite potenzialità dell'arte cinematografica. Non a caso, Giovanni Previtali - nell'introduzione all'ultima edizione del Caravaggio di R. Longhi - sostiene che la definizione che il poeta e sceneggiatore ungherese Béla Balázs dava dell'identificazione cinematografica si adatta alla tecnica caravaggesca. Ma il cinema come ha raccontato Caravaggio? La sua vita tormentata, le sue inquietudini, la sua arte e la sua fine misteriosa... La prima volta la vita di Caravaggio viene portata al cinema nel 1941 dal regista Goffredo Alessandrini che in Caravaggio, il pittore maledetto - protagonista un baldanzoso Amedeo Nazzari - presenta un'anima prettamente italiana. Più didattica che avventurosa - secondo i canoni televisivi degli anni '60 - la versione portata sui teleschermi nel 1967 del Caravaggio interpretato da un sanguigno Volonté per la regia di Silverio Blasi. Nel 1986 si impone per la forza delle immagini, Caravaggio autentico capolavoro del regista inglese Derek Jarman, premiato con l'Orso d'argento al festival di Berlino. Il film rielabora il furore creativo del pittore in chiave moderna in un'opera estremamente personale. Infine, uno sceneggiato televisivo in due puntate Caravaggio.
L'ombra del genio (2009) diretta da Angelo Longoni ci ha dato l'ultima versione della vita del pittore con un'appassionante interpretazione di Alessio Boni. In questa carrellata non si può non citare Pasolini, che attraverso tutta la sua opera ha costruito una biografia indiretta del Caravaggio, ispirandosi alle sue soluzioni radicali nella scelta di volti, gesti, espressioni e di composizione dell'inquadratura.
E' proprio questo che vuole raccontare Caravaggio Ending con questo mosaico di immagini prestate dal cinema: che da un lato ci sono i fatti, resi evanescenti dalla traccia del tempo, dall'altra c'è il mistero di una vita. E di una morte.