Che cosa ci resta oggi di Caravaggio? Due cose soltanto: le opere e i
documenti d'archivio. Le opere di Merisi sopravvissute alla pialla del tempo
sono circa una settantina; invece, i documenti che ci restituiscono la
testimonianza vivace dell'uomo Caravaggio calato nel tormento del suo tempo
sono più di un migliaio. L'Archivio di Stato di Roma, ubicato nel bellissimo
palazzo borrominiano della Sapienza, letteralmente rigurgita di documenti
caravaggeschi, rilegati in una settantina di "libroni".
Ma, a proposito di documenti caravaggeschi romani, quest'anno è avvenuto un
fatto clamoroso: il direttore dell'Archivio di Stato Eugenio Lo Sardo ha
lanciato un drammatico allarme: le carte di Caravaggio stanno andando a
pezzi. In un'intervista il direttore ha spiegato il problema: "I documenti
sono scritti con inchiostri fortemente acidi che, con il tempo, corrodono e
bucano la carta.
È possibile fermare questo degrado prima con un processo di deacidificazione,
poi colmando le lacune con inserti di pasta di cellulosa, e infine ridonando
forza alla superficie attraverso velature di sottilissimi fogli di carta
giapponese. Sino a oggi siamo riusciti a mettere in sicurezza solo una parte
delle carte di Caravaggio". "Il fatto è - ha continuato il direttore - che
adesso sono completamente finiti i fondi pubblici per questi lavori, senza
dotazioni non siamo in grado di proseguire. Mentre l'acido rischia di
procedere molto più veloce di noi". Anche Caravaggio, a quanto pare, le sta
pagando, paradossalmente proprio nell'anno in cui si stanno celebrando in
pompa magna, con mostre, restauri, iniziative e profusione di mezzi, i
quattrocento anni della morte del pittore. "Sì, è proprio un paradosso - ha
commentato il direttore - ma è ancor più paradossale il fatto che per
restaurare e mettere in sicurezza i libri che contengono le carte di
Caravaggio basterebbe ben poco: per un libro servono circa 2500 euro.
E i libri da mettere in salvo sono una decina. È urgente salvarli: chi può
mi aiuti".
L'appello di Lo Sardo ha scatenato una catena di solidarietà senza
precedenti. Aziende, banche, professionisti, restauratori e persino comuni
cittadini si sono detti pronti a finanziare i restauri dei libri
caravaggeschi.