Caravaggio di carta

sintesi dell'intervento di Marco Carminati

Che cosa ci resta oggi di Caravaggio? Due cose soltanto: le opere e i documenti d'archivio. Le opere di Merisi sopravvissute alla pialla del tempo sono circa una settantina; invece, i documenti che ci restituiscono la testimonianza vivace dell'uomo Caravaggio calato nel tormento del suo tempo sono più di un migliaio. L'Archivio di Stato di Roma, ubicato nel bellissimo palazzo borrominiano della Sapienza, letteralmente rigurgita di documenti caravaggeschi, rilegati in una settantina di "libroni".
Ma, a proposito di documenti caravaggeschi romani, quest'anno è avvenuto un fatto clamoroso: il direttore dell'Archivio di Stato Eugenio Lo Sardo ha lanciato un drammatico allarme: le carte di Caravaggio stanno andando a pezzi. In un'intervista il direttore ha spiegato il problema: "I documenti sono scritti con inchiostri fortemente acidi che, con il tempo, corrodono e bucano la carta.
È possibile fermare questo degrado prima con un processo di deacidificazione, poi colmando le lacune con inserti di pasta di cellulosa, e infine ridonando forza alla superficie attraverso velature di sottilissimi fogli di carta giapponese. Sino a oggi siamo riusciti a mettere in sicurezza solo una parte delle carte di Caravaggio". "Il fatto è - ha continuato il direttore - che adesso sono completamente finiti i fondi pubblici per questi lavori, senza dotazioni non siamo in grado di proseguire. Mentre l'acido rischia di procedere molto più veloce di noi". Anche Caravaggio, a quanto pare, le sta pagando, paradossalmente proprio nell'anno in cui si stanno celebrando in pompa magna, con mostre, restauri, iniziative e profusione di mezzi, i quattrocento anni della morte del pittore. "Sì, è proprio un paradosso - ha commentato il direttore - ma è ancor più paradossale il fatto che per restaurare e mettere in sicurezza i libri che contengono le carte di Caravaggio basterebbe ben poco: per un libro servono circa 2500 euro.
E i libri da mettere in salvo sono una decina. È urgente salvarli: chi può mi aiuti".
L'appello di Lo Sardo ha scatenato una catena di solidarietà senza precedenti. Aziende, banche, professionisti, restauratori e persino comuni cittadini si sono detti pronti a finanziare i restauri dei libri caravaggeschi.