Buon pastore o San Giovanni Battista? Dialogo sotto l'ombrellone
sintesi dell'intervento di Serena Nocentini e Mauro Di Vito
Sofronia e Tamiri, due storici dell'arte eretici, si trovano sulle coste
della Toscana per una pausa estiva e decidono di andare a vedere la mostra
di Caravaggio a Porto Ercole. Questa volta c'è una cosa che li incuriosisce:
un quadro di Caravaggio, molto famoso, è esposto nella chiesa del borgo. Ma
il soggetto non torna...
T. - "Poi che non ho altro pensiero che mi tire, voglio prender
spasso di" ragionar teco, Sofronia, di questa
mostra "Chiuder la vita" a Porto Ercole.
S. - L'ho trovata stupenda, ma vorrei parlarti del San Giovanni
Battista di Caravaggio. Cosa c'entra col Buon pastore?
T. - Caravaggio porta il dipinto con sé espressamente per chiedere la
grazia. Si identifica con la pecorella smarrita della pericope evangelica.
Non a caso, tornando a Roma avrebbe ritrovato la vite eucaristica, simbolo
di Cristo, ma anche del vicario di Cristo sulla terra, il pontefice, presso
il quale il cardinal Scipione Borghese doveva intercedere. E con la vite, la
vita.
S. - Se fosse un pastore però non avrebbe un mantello rosso...